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Sarego
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mwhaSarego (mwhqSarègo in veneto) è un mwhgcomune italiano di mwhw6 885 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjaprovincia di Vicenza in mwjqVeneto.

Contents

Storia
Simboli
Eventi
Note

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Storia

Epoca antica

Sulle pendici dei colli di Sarego sono stati rinvenuti frammenti di vasellame in terracotta di età preistorica.

Tra il II e il I secolo a.C. il territorio — specialmente quello a nord ovest di Monticello di Fara, prossimo alla mwlwVia Postumia costruita nel 148 — fu marcato dalla centuriazione romana, con la quale venivano suddivise le terre date in ricompensa ai legionari veterani, che in tal modo avevano tutto l'interesse a difendere questa essenziale arteria che univa Genova ad Aquileia.

In questa zona, in località Ca' Quinta dove fu poi costruita Villa Quinto, furono scoperti nel 1904 i resti di una villa romana di campagna; gli scavi del 1927 hanno portato alla luce una pavimentazione a mosaico, oltre a vari altri reperti: rivestimenti in marmo, resti di affreschi, una struttura per il riscaldamento della villa, un mwmqtorcularium (impianto produttivo)cite-ref-4[4].

Il toponimo di Santa Giustina ricorda la presenza in zona di una chiesetta, poi scomparsa, che attesta l'evangelizzazione protocristiana del territorio.

Medioevo

Del periodo longobardo rimangono ancora numerosi toponimi, il più importante dei quali è Monticello di mwoqFara.

Da antichi documenti si sa della presenza, nel territorio di Sarego, di due castelli altomedievali: il primo nel capoluogo, il secondo a Meledo.

Sull'origine del primo non si conosce nulla di preciso; considerando, però, che il mwpaPagliarino lo definisce "antichissimo" e che la nobile famiglia dei da Sarego risiedeva sul posto sin da epoca precedente al Mille, sembra ragionevole collocarne la fondazione nel secolo X, identificandolo in tal modo con l'mwpqincastellamento della chiesa primitiva, la quale dipendeva dalla vasta giurisdizione della pieve di Santa Maria di mwpgAltavilla ma era di proprietà dei da Sarego.

Chiesa e castello dovevano dunque essere di origine gentilizia, ed i diritti vescovili devono essersi accesi solo nel 1132 quando i da Sarego assoggettarono la chiesa alla cattedrale di Vicenzacite-ref-5[5]. I diplomi imperiali non elencano il castello di Sarego tra quelli vescovili esentati dalla tassa del mwrafodro; ciò non significa ch'esso non dipendesse in qualche modo dai vescovi di Vicenza, ma dimostra semplicemente che non era esentato dalla prestazionecite-ref-6[6]cite-ref-7[7].

Secondo il Pagliarino, il castello «fu gettato a terra dai Veronesi»; quando non è detto, ma è abbastanza facile pensare che ciò possa essere accaduto intorno al 1313 durante le feroci lotte tra Veronesi e Padovani conseguenti all'occupazione di Vicenza da parte degli Scaligeri.

Il secondo castello era a Meledo e probabilmente apparteneva alla meno nota famiglia dei Pan de' Campi, di cui parlano tanto il Pagliarino che il mwtwBarbarano; sulla fine del Duecento, comunque, ne vennero infeudati i da Sarego, e di ciò fanno fede gli atti d'investitura, atti che parlano sempre di mwuacastrum vetuscite-ref-8[8]cite-ref-csarego-9-0[9], dizione che può avere due significati: o che questo castello era precedente a quello di Sarego oppure che, al tempo dei documenti che ne parlano, fosse ormai distrutto. Nel secondo caso, esso sarebbe stato distrutto prima dell'epoca ezzelinianacite-ref-csarego-9-1[9].

Sarego ha dato i natali a Cortesia de' Marassi detto da Sarego che, nel XIV secolo, fu consigliere di mwxgAntonio della Scala - e ne sposò la sorella Lucia - ed ebbe parte rilevante nella sua rovina. A questa nobile famiglia appartenevano anche Simone e suo figlio Gentile da Sarego, principali finanziatori nel 1386 della costruzione e decorazione della mwxwchiesa di San Vincenzo a Vicenza, nella quale vennero sepolti. Nello stesso anno 1386 Cortesia da Sarego, fratello di Simone, lasciò in testamento la somma di 1000 lire veronesi per la costruzione di una cappella nella mwyachiesa di Santa Corona a Vicenza,cite-ref-10[10] pur disponendo di essere sepolto nella chiesa di Santa Anastasia di Verona, città che era diventata il centro degli interessi della famiglia dei da Sarego, in quelli anni divenuta tra le più potenti del territorio vicentino grazie all'appoggio della signoria scaligera. È da notare che il nome Cortesia, che si ripeté come d'uso molte volte nella dinastia della famiglia, era l'anagramma del nome mwzqSeratico con cui la famiglia era nota a quel tempo. Proprio dalla dizione Seratico deriva l'appellativo di mwzgseraticensi con cui sono chiamati gli abitanti di Sarego.

Simboli

Lo stemma del comune di Sarego è stato concesso con regio decreto dell'11 marzo 1906.cite-ref-11[11]

«D'azzurro, al

castello

d'argento, infiammato,

al naturale

, sulla cima delle torri, delle finestre e porte; al

capo

di rosso, carico di tre

spade

al naturale, rovesciate, senza

guardia

, ciascuna posta

in banda

ed

una sull'altra

. Ornamenti esteriori da Comune.»

Lo stemma riproduce nel capo le insegne della famiglia comitale dei Sarego, per lungo tempo dominante sul paese, che si blasonava mwbwdi rosso, a tre spade manicate d'oro, poste in banda, ordinate in sbarra, colle punte al basso.cite-ref-12[12]

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• mweqChiesa di Santa Maria Assunta, costruita alla fine del mwegXIX secolo

Architetture civili

• Villa Manzoni Valcasara a Sarego. Costruita all'inizio del Cinquecento su commissione dei conti Arnaldi di Vicenza che avevano notevoli proprietà terriere nella zona. Presenta una robusta struttura orizzontale con le due facciate principali esposte una a nord, l'altra a sud. È attribuita a Antonio Francesco Olivera, discepolo dell'architetto mwhgMichele Sammichelicite-ref-13[13].
• mwjaBarchesse di villa Trissino a Meledo. Costruite nel 1567 circa sulle rive del fiume Guà, sono l'unica parte superstite del progetto di mwjqAndrea Palladio, mai compiuto per una mwjgvilla veneta. Il complesso è stato inserito nel 1996 nella lista dei mwjwPatrimoni dell'umanità dall'mwkaUNESCO e negli anni 2010-15 è stato oggetto di restaurocite-ref-14[14]cite-ref-15[15].
• mwmgVilla Arnaldi a Meledo. Opera progettata da Andrea Palladio nel 1547 e rimasta incompiuta.
• Villa Bisognini a Meledo. Risale al XVIII secolo.
• mwnqVilla Da Porto Zordan detta "La Favorita" a Monticello di Fara. Commissionata nel mwng1714 da Giovanni Battista mwnwda Porto, venne progettata da mwoaFrancesco Muttoni, studioso di mwoqPalladio. Dal 2012 è sede del mwogParlamento della Padania della mwowLega Nord.
• Villa Quinto, detta "Ca' Quinta", in località Santa Giustina a Monticello di Faracite-ref-16[16].

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-17[17]

Cultura

Istruzione

L'Istituto Comprensivo "Francesco Muttoni" è dotato di tre scuole per l'infanzia, tre scuole primarie e una scuola secondaria di primo grado sita in Meledo.

Eventi

Nel mese di luglio si svolge la sagra della mwtqMadonna del Carmine a Monticello di Fara, nel mese di maggio si svolge la sagra di mwtgSant'Ubaldo a Meledo che festeggia anche il patrono mwtwS. Maurizio martire il 22 settembre e ad agosto la sagra dell'mwuaAssunta a Sarego.

Geografia antropica

Frazioni

Meledo

A Meledo Alto - dove si trovano le belle opere palladiane di Villa Trissino e di Villa Arnaldi - deturpano la soavità dei colli due enormi cave di calcare in essere dal 1980, sebbene il territorio sia quasi tutto in area SIC (mwvqsito di interesse comunitario).

Monticello di Fara

Numerose sono le tracce di presenza romana, come la mwwaVilla Ca' Quinta in località Santa Giustina. L'edificio più celebre è la mwwqVilla Da Porto detta La Favorita, che domina il paesaggio su un basso colle.

La località è sede di due grandi industrie: mwwwCartiera Burgo Group (ex Cartiera di Sarego) e mwxaSalvagnini S.p.a. La frazione di Monticello di Fara era famosa anche all'estero per la pista di mwxqspeedway, sede di gare a livello internazionale e mondiale della specialità, poi la pista è stata trasferita a mwxgLonigo.

Amministrazione

Sarego è stato il primo comune italiano ad avere un sindaco eletto nelle file del mwyqMovimento 5 Stelle.cite-ref-18[18]

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1920 | 1923 | Giovanni Battista Crestani | PPI | Sindaco | |
| 1923 | 1923 | Gian Domenico Boroni | | Commissario Prefettizio | |
| 1923 | 1926 | Domenico Tibaldo | PNF | Sindaco | |
| 1926 | 1943 | Domenico Tibaldo | PNF | Podestà | |
| 1943 | 1945 | Domenico Tibaldo | PFR | Podestà | |
| 1945 | 1945 | Bruno Corato | PFR | Podestà | |
| 1945 | 1945 | Sirio Rubisse | PDA | Commissario Prefettizio | |
| 1945 | 1946 | Ugo Brunetti | | Commissario Prefettizio | |
| 1946 | 1951 | Giuseppe Cacciavillani | DC | Sindaco | |
| 1951 | 1955 | Gian Giacomo Boroni | DC | Sindaco | |
| 1955 | 1964 | Felice Corato | DC | Sindaco | |
| 1964 | 1972 | Remigio Rezzaro | DC | Sindaco | |
| 1972 | 1975 | Mario Martelletto | DC | Sindaco | |
| 1975 | 1985 | Giancarlo Bonavigo | DC | Sindaco | |
| 1985 | 1990 | Giuseppe Rossetto | DC | Sindaco | |
| 1990 | 1990 | Renato Zambon | DC | Sindaco | |
| 1990 | 1991 | Graziano Bellosi | DC | Assessore anziano | |
| 1991 | 1994 | Giuseppe Rossetto | DC | Sindaco | |
| 1994 | 1998 | Giuseppe Scandola | LN | Sindaco | |
| 1998 | 2002 | Roberto Marzari | Centrosinistra | Sindaco | |
| 2002 | 2012 | Vittorino Martelletto | Centrodestra | Sindaco | |
| 2012 | 2022 | Roberto Castiglion | M5S | Sindaco | |
| 2022 | in carica | Jessica Giacomello | Centrodestra | Sindaco | |

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mw2amw2qmw2gBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mw2wdemo.istat.it, mw3aISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mw4amw4qmw4gClassificazione sismica (mw4wmw5aXLS), su mw5qrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mw6qmw6gmw6wTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mw7amw7qPDF), in mw7gciterefmw7wLeggemw8a mw8q26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mw8gAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mw8w 151. mw9aURL consultato il 25 aprile 2012 mw9q(archiviato dall'mw9gurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. mw-gMarina De Franceschini, mw-wmw-aLe Ville romane della X regio, Venetia et Histria, L'Erma di Bretschneider, 1998.
cite-note-55. A tale cessione, che non dev'essere avvenuta in termini molto chiari, vanno ricondotte le aspre ed interminabili controversie tra i nobili da Sarego ed i canonici della cattedrale di Vicenza per la nomina dei vari beneficiari della chiesa di Santa Maria Assunta a Sarego.
cite-note-66. In effetti, una qualche giurisdizione temporale su Sarego i vescovi dovevano esercitarla, e ne sono conferma due atti d'investitura: il primo, del 1306, con il quale il vescovo mwaqmAltigrado infeudava il giudice Grailante da Sommacampagna mwaqqde quibusdam bonis et possessionibus... positis tam in villa quam in castro de Serafico; il secondo, del 1311, con cui lo stesso vescovo concedeva la quarta parte di una posta di molini con otto campi di terra situati mwaquin ora castri. All'epoca di Altigrado, tuttavia, i veri castellani di Sarego erano ancora i nobili da Sarego, gli stessi di cui parla la "Cronaca di Ezzelino" del 1213
cite-note-77. mwaqkmwaqoCanova, 1979,mwaqs p. 101.
cite-note-88. In un'investitura fatta dal vescovo Pietro de' Saraceni nel 1288, ad esempio, viene nominata una mwaq8posta molendinorum in Meledo apud castrum vetus et viam, ed in un'altra del 1322, fatta dal vescovo Francesco Temprarmi (1321-1335), si parla di terreni posti mwarain contracta castri veteris.
cite-note-csarego-99. mwarymwarcCanova, 1979,mwarg pp. 102-03.
cite-note-1010. Archivio di Stato di Vicenza, mwarwCorporazioni Religiose Soppresse, S. Corona, mwar0Annali 1243-1699, p. 72.
cite-note-1111. mwasemwasimwasmSarego, su mwasqArchivio Centrale dello Stato.
cite-note-1212. mwasgmwaskSebastiano Rumor, mwasomwassIl blasone vicentino descritto ed illustrato, Venezia, 1899, p.mwasw 166.
cite-note-1313. mwatamwatemwatiDescrizione nel sito del Comune, su mwatmsarego.gov.it mwatq(archiviato dall'mwatuurl originale l'8 dicembre 2015).
cite-note-1414. mwatkmwatomwatsSito del Comune, su mwatwsarego.gov.it mwat0(archiviato dall'mwat4url originale l'8 dicembre 2015).
cite-note-1515. mwauqmwauuScheda dell'mwau0Istituto Regionale Ville Venete con relativo stato di conservazione
cite-note-1616. mwavemwavimwavmSito del Comune, su mwavqsarego.gov.it mwavu(archiviato dall'mwavyurl originale l'8 dicembre 2015).
cite-note-1717. Dati tratti da: mwavomwavsmwavwmwav0mwav4Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwav8mwawaPDF), su mwaweebiblio.istat.it, mwawiISTAT. mwawmmwawqmwawumwawyPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwawcesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1818. mwawwmwaw0mwaw4Sarego: Eletto il primo sindaco grillino, su mwaw8repubblica.it.

Bibliografia

• mwaxmAlberto Lembo (a cura di), Sarego. Storia e vita di un paese, Associazione Pro Sarego, 1987.
• mwaxuDemetrio Guarato, Meledo. Tra storia e memoria, Vicenza, Editrice Veneta, 2013.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.sarego.vi.it.